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Tendinite di Achille

Cos’è il tendine di Achille?

Sostanzialmente si tratta di un cordone tendineo teso fra il calcagno e il muscolo tricipite della gamba che serve a controllare la flessione plantare del piede. Questa tendinite è abbastanza frequente ed è generalmente dovuta ad un sovraccarico cronico di forze che sottopongono a tanti piccoli stress l’insieme delle fibrille che costituiscono il tendine. La sintomatologia consiste in un dolore che può essere anche accompagnato da un rigonfiamento localizzato verso la parte terminale del tendine, sopra all’inserzione sul calcagno. Di solito il disturbo si riacutizza con il proseguire dello sforzo fisico. E’ importante comprendere la biomeccanica del movimento per poter affrontare con successo il recupero delle sue funzioni. Durante la corsa infatti, il muscolo tricipite surale è attivo principalmente durante la prima metà della fase di contatto del calcagno con il terreno quando i muscoli assorbono gli effetti dell'impatto del calcagno sul suolo. In questo momento della marcia i muscoli lavorano in modo eccentrico controllando il corretto appoggio del piede sul suolo ed il graduale inizio della fase di appoggio. Gli esercizi terapeutici che possono aiutare un atleta a guarire devono cercare di aumentare la flessibilità e la forza eccentrica (quella che si esercita durante l'allungamento controllato di un muscolo, p. es. il movimento del quadricipite quando si scendono le scale) per permettere al tendine di rispondere meglio agli stress cui viene sottoposto. E’ importante ricordare che si possono   iniziare gli esercizi solo una volta appurato che non esistano gravi lesioni strutturali del tendine.

Prima di iniziare la riabilitazione all’esercizio che vedremo dopo, l'atleta dovrà osservare quindici giorni di riposo in cui farà un delicato movimento di flesso estensione in scarico per permettere alle fibrille tendinee che si stanno ricostruendo di depositarsi nella struttura cicatriziale con un orientamento rettilineo e parallelo alle fibrille sane e non casuale come succederebbe durante l'immobilizzazione completa. Questo processo di guarigione più anche essere aiutato con delle sedute di Massaggio Trasversale Profondo.

Prima di iniziare gli esercizi è bene eseguire una sessione di riscaldamento in scarico della durata di 10 minuti (per esempio cyclette), dopo questo riscaldamento occorrerà fare dello stretching del soleo e del tricipite surale per alcuni minuti.

Esercizio 1:

Stiramento eccentrico

Si esegue su di un'asse di circa 5 cm di spessore oppure su di un gradino della stessa altezza. Bisogna sollevare il calcagno della gamba sana mettendosi accanto a quello che sostiene il corpo e ne deve seguirne il movimento. A questo punto, facendo forza con la gamba sana, si lasciano scendere lentamente i calcagni fino a toccare il pavimento lasciando eseguire lo sforzo solo dalla gamba sana mentre quella malata la segue passivamente. La discesa deve durare 5 secondi. Bisogna ripetere 3 serie di 10 esercizi intervallandola con 30 secondi di riposo. Si deve progredire accelerando progressivamente la velocità di discesa dei calcagni verso il pavimento, prima con una serie in cui la discesa dura 3 secondi ed infine con una serie in cui la discesa dura 1 secondo. Se si riesce ad eseguire questi esercizi senza sentire dolore si più gambe sia per la fase di salita che per la fase di discesa.

Esercizio 2:

Stiramento eccentrico intenso

Si devono eseguire tre serie degli stessi 10 esercizi visti sopra con 30” di riposo fra l'una e l'altra. Si aumenta la difficoltà aumentando la velocità e flettendo le ginocchia di 20°-30°.

Esercizio 3:

Rinforzo eccentrico

Si deve eseguire la fase di sollevamento solo con la gamba sana e la fase di discesa deve essere eseguita solo dalla gamba malata. In questo modo si concentra il lavoro eccentrico solo sulla gamba malata.   Si devono eseguire tre serie di 10 esercizi con 30” di riposo fra l'una e l'altra. Si migliora aumentando la velocità e flettendo le ginocchia di 20°-30°.

Esercizio 4 :

Rinforzo eccentrico intenso

Si esegue la fase di sollevamento con entrambe le gambe e si scende usando solo la gamba malata. Anche qui si devono eseguire tre serie di 10 esercizi con 30” di riposo fra l'una e l'altra. Si migliora aumentando la velocità e flettendo le ginocchia di 20°-30°.

Esercizio 5:  

Rinforzo eccentrico più intenso

Si esegue sia la fase di sollevamento che la fase di discesa solo con la gamba malata e si continua con la stessa progressione descritta precedentemente. Sia l'esercizio 4 che il 5 devono essere fatti solo quando la tendinite è diventata completamente asintomatica.

Anche la prevenzione gioca un ruolo importante in questa malattia: occorre evitare di usare del in alto dei metatarsi. Esiste anche un buon metodo di autotrattamento che permette di rilassare il muscolo soleo. Si deve prendere con una mano il metatarso e portare il piede in estensione fino a quando si comincia ad avvertire tensione a livello del tendine di Achille. A questo punto i muscoli della gamba devono esercitare una lieve flessione plantare della durata di 30” mentre con la mano si resiste a questa forza; l’esercizio riesce meglio se si coordina la si spinge il piede contro la mano con una inspirazione e se si espira durante la fase di rilassamento. Si ripete l'esercizio cinque volte.