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Sperone calcaneale

(o fascite plantare)

Popolarmente definita “tallonite

Lo sperone calcaneale è una piccola puntina d’osso che si sviluppa nella parte antero-inferiore del calcagno a causa delle continue trazioni che la fascia plantare esercita su di questo (la fascia plantare è una robusta struttura di tessuto fibroso che mantiene la forma ad arco della pianta del piede) (V. Fig. 1). Non è la punta dell'osso a dare fastidio perchè questa si sviluppa solo come conseguenza della continua trazione della fascia plantare sul calcagno, il quale s’infiamma e produce un dolore che può essere anche molto intenso quando si cammina e che può arrivare ad impedire la corsa.

Sintomatologia: si sente una punta dolorosa nel mezzo del tallone che si accentua camminando, peggiora ancor di più correndo e certe scarpe vanno meglio di altre.

Fisiopatologia: i muscoli della gamba e del piede devono essere molto forti perchè le forze che si sprigionano durante l'atterraggio del piede durante la corsa sono veramente impressionanti! Infatti, il peso che si scarica sul piede che atterra riceve una forza che può raggiungere tre volte il peso corporeo. La fascia plantare ha la funzione di mantenere la concavità della pianta del piede e di resistere alle forze che farebbero crollare il piede sotto il peso e gli sforzi del corpo umano. Per riuscire a fare questo la fascia si attacca con una robusta inserzione alla parte inferiore del calcagno, mentre dall'altra parte va ad inserirsi sulle teste metatarsali.

 Gli esercizi in cui è sviluppato il lavoro eccentrico ( in altre parole gli esercizi in cui il muscolo è gradualmente allungato), sono importanti perchè rinforzano i muscoli del piede e della gamba e stirano pure la fascia plantare ed il tendine di Achille, aiutandoli così durante una delle loro funzioni principali: quella in cui sono allungati e devono sostenere il carico del corpo intero.

Esercizio 1: Camminare sulla punta di un piede mentre l'altro piede viene dorsiflesso.

Si deve restare a piedi nudi sulla punta dei piedi (prendendo una posizione stabile ed equilibrata e quindi iniziare a camminare a piccolissimi passi (non più di 20 cm. a passo) guardando avanti e mantenendo una posizione eretta. La caviglia e le dita del piede oscillante   che sta facendo il passo in avanti devono venire flesse dorsalmente al massimo grado possibile mantenendo sempre l’equilibrio sull’altro piede. Bisognerà ripetere un percorso di 20 metri per tre volte intervallando ogni percorso con un breve periodo di riposo.

Questo esercizio sviluppa anche il senso dell'equilibrio che negli atleti è molto utile.

Esercizio 2: Camminare con le dita dei piedi.

E’ più facile imparare l'esercizio restando seduti su di una sedia.   Tenendo i piedi appoggiati su di un pavimento liscio, occorre flettere le dita dei piedi come se si stesse prendendo qualcosa dal pavimento. Una volta imparato questo semplice movimento si deve stare eretti con i piedi ad una distanza di una ventina di centimetri. Si deve ripetere il movimento in precedenza visto cercando di fare avanzare il piede su cui si appoggia il piede trascinando il piede sul pavimento usando la forza delle dita che si flettono.

Si devono eseguire 50 ripetizioni per piede (destro, sinistro, destro. ecc.) per una lunghezza di un paio di metri per tre volte intervallando un breve periodo di riposo fra una ripetizione e l'altra.

Questo esercizio sviluppa la forza, la coordinazione e la flessibilità dei muscoli flessori delle dita aiutando cos“ la fascia plantare a sostenere meglio il peso del corpo.

Esercizio 3: Lattina congelata.

Gli esercizi precedenti possono essere preceduti da questa semplice tecnica d’allungamento fasciale: si deve tenere una lattina di piccole dimensioni, tipo succo di frutta, nel freezer e prima di iniziare gli esercizi descritti sopra si deve far rotolare sotto il piede per una decina di minuti. Il freddo della lattina riduce il dolore, mentre l'azione di rotolamento produce un blando stiramento sulla fascia plantare che nella fascite plantare è sempre molto retratta.

Questo stiramento fasciale potrà essere ripetuto oltre che prima delle sessioni di esercizi, anche una decina di volte al giorno per ottenere la massima analgesia del piede.

Autotrattamento

Il paziente deve stare seduto con il piede malato sostenuto dall'altro ginocchio. Il piede deve essere in lieve flessione dorsale. Si prende con una mano il metatarso bloccando le dita del piede in lieve estensione, con l'altra s’immobilizza il calcagno. A questo punto si deve cercare di flettere le dita, con lieve forza, come se si dovesse aumentare la curvatura del piede contro la resistenza della mano. Lo sforzo di flessione delle dita deve essere fatto ispirando aria nei polmoni e deve durare 20”. In seguito si espira, si rilassa la tensione dei muscoli del piede per 30” circa; si ripete la stessa sequenza per cinque volte una o due volte il giorno.

Prevenzione

E’ molto importante che il tacco della scarpa sia rialzato di almeno 1 cm per consentire alla fascia plantare di essere rilasciata, quando deve sostenere il peso del corpo. Utile anche la classica tallonetta di silicone in vendita in tutte le sanitarie.

Le scarpe con il tacco basso (ad esempio le scarpe da barca) sono quanto di peggio si può indossare, meglio delle scarpe di cuoio su cui si può facilmente fare applicare 0,5 - 1 cm sotto la suola del tacco da qualsiasi calzolaio