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Metatarsalgia

La metatarsalgia è un termine obsoleto, è meglio identificare quale sia il problema che affligge il metatarso: potrebbe essere osseo (alluce valgo e deformità associate), articolare (flogosi delle metatarso-falangee, extra-articolare (borsiti), tendineo (flogosi o cisti tendinea, tenosinovitite), nervoso (neuromi, sindromi da intrappolamento nervoso), sindromi da sovraccarico (inversione dell’arco plantere anteriore) e infine problemi cutanei (callosità, micosi) e fasciale. Ognuna di queste condizioni merita un trattamento specifico ed eventualmente una ortesi e un qualche tipo di infiltrazione e/riabilitazione specifico.

L'infiammazione delle articolazioni metatarsofalangee è una causa frequente di dolore che spesso viene sottovalutata: la mobilizzazione del dito del piede affetto provoca un vivo dolore. Questo problema può verificarsi per un trauma o per il riassorbimento del cuscinetto adiposo plantare. In questo caso l'infiltrazione di pochissimo cortisone nell'articolazione affetta può avere risultati splendidi.

Una volta che i fattori che causano il dolore sono stati identificati si deve intervenire sulla scarpa e/o sull’eventuale soletta. Le scarpe potrebbero avere una “gomma a terra” in quanto dopo periodi prolungati di uso la suola potrebbe aver perso le sue caratteristiche di elasticità costringendo il metatarso ad impatti troppo duri con il suolo; la cura ovviamente consiste nella sostituzione delle scarpe. Le ortesi devono essere concepite in modo di correggere ed alleviare il dolore dell’avampiede per mezzo di cuscinetti morbidi. In commercio ci sono ottimi ed economici ausili di silicone.

Generalmente l’astensione dall’attività sportiva potrà durare una quindicina di giorni.

Infine si parte con esercizi terapeutici volti al miglioramento della mobilità articolare e all’allungamento tendineo.

ESERCIZI PER LA METATARSALGIA

Questo è un semplice esercizio che permette di allenare i muscoli intrinseci del piede contribuendo a risolvere i disturbi dolorosi dovuti a metatarsalgia.

Stare i piedi di fronte a un muro con i piedi distanti circa 20 cm e le ginocchia leggermente flesse. Con le mani ci si può sostenere per non perdere l’equilibrio. La punta dell’alluce deve sfiorare il muro.

Occorre avvicinare la testa del primo metatarso (l'osso cui è attaccato l'alluce) al calcagno allontanando così la punta dell’alluce dal muro senza flettere le dita (il piede deve dare la sensazione di accorciarsi). Questo movimento deve rialzare l’arcata longitudinale del piede.

Conservando la posizione “accorciata” del piede bisogna provare a mettersi in equilibrio su di un solo piede mantenendo le ginocchia flesse di 10°-20°.

Mantenere questa posizione per 20” tenendo l’arcata plantare il più possibile accorciata senza altri movimenti compensatori della muscolatura estrinseca del piede.

Lentamente e senza perdere l’equilibrio rilasciare la muscolatura del piede permettendo all’arcata longitudinale mediale di abbassarsi e ritornare con il piede nella posizione di partenza. Ripetere 3 volte per ogni piede