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Dolore alla schiena

Tutti i pazienti con disturbi dolorosi del rachide devono rendersi conto del fatto che una buona postura gioca un ruolo chiave nella salute della loro schiena aiutando a prevenire un peggioramento della situazione e ad evitare le ricadute dolorose. A causa dell’enorme complessità dell’anatomia e della fisiologia della colonna vertebrale, il mantenimento di una condizione fisica il più possibile sana sia nel corpo che nella mente e nello spirito previene l’insorgenza della lombalgia cronica che può diventare una malattia di difficilissima risoluzione.

E’ essenziale pertanto che ognuno si faccia carico della propria sintomatologia e che la combatta con l’aiuto di esperti ma anche con la propria volontà di guarire.

Errori da evitare:

Restare seduti per periodi troppo lunghi aumenta il carico sui dischi intervertebrali: meglio interrompere il lavoro, la guida, gli spettacoli che costringono a più di 2 ore di posizione viziata e fare una breve passeggiata cercando di estendere (piegare all’indietro) la schiena.

Esistono delle sedie “ergonomiche” che obbligano a mantenere una posizione corretta con un sostegno a livello lombare; sono in vendita dei rulli da posizionare sulle sedie o sui seggiolini delle auto che aiutano a mantenere una posizione corretta.

Il rinforzo della muscolatura addominale sostiene la schiena ed aiuta a prevenire i danni da sovraccarico, ma per ragioni biomeccaniche si è visto che il rinforzo della muscolatura anteriore dell’addome (i retti addominali che si vedono ben evidenziati nei body builders) può essere di detrimento; è molto meglio rinforzare i muscoli obliqui ed il trasversus abdominis cercando di arrivare gradualmente a mantenere la posizione che si vede nella foto per un minuto sia sul lato destro che sul lato sinistro.

La lombalgia è il termine medico per indicare quello che popolarmente viene chiamato “mal di schiena” e vuol dire esattamente la stessa cosa.

Questo sintomo è estremamente frequente e diffuso in quasi tutte le fasce di età. Può verificarsi dopo sforzi più o meno intensi, ma può anche insorgere senza evidenti cause scatenanti. Sia la lombalgia che la lombosciatalgia in una grande maggioranza dei casi sono dovute ad una compressione delle strutture nervose che ci sono all’interno della colonna vertebrale da parte dei dischi intervertebrali (i dischi intervertebrali sono degli ammortizzatori interposti fra una vertebra e l’altra, la loro funzione è di permettere il movimento fra le vertebre e di assorbire i colpi).

L’approccio tradizionale a questo problema consiste nel consigliare al paziente di stare a riposo a letto e di prendere dei farmaci analgesici (di solito i cosiddetti FANS,abbreviazione di Farmaci Analgesici Non Stupefacenti, come nimesulide salicilati o simili) e miorilassanti. Questo appoccio, anche se ha una sua logica, viene considerato sempre meno adeguato alle esigenze moderne in cui vogliamo mettere i pazienti in condizione di riprendere l’attività nel modo più celere possibile. È ormai scientificamente accettato che nella lombalgia acuta la manipolazione vertebrale può essere rapidamente risolutiva; il massaggio e le terapie fisiche tradizionali (es. la TENS, abbreviazione inglese di Stimolazione Nervosa Elettrica Transcutanea), possono a loro volta essere indicate ma devono venire somministrate quando il paziente è in una fase dolorosa; non servono a nulla se usate a scopo preventivo. La correzione posturale e le ginnastiche che tendono a far rientrare la protrusione discale (tipo Mc Kenzie) sono molto efficaci.

L’intervento di asportazione dell’ernia del disco può essere indicato quando ci sono evidenti lesioni nervose in atto, ma si tende a realizzarlo sempre meno se il disturbo è costituito unicamente dal dolore. L’infiltrazione peridurale con anestetico e cortisonico può essere rapidamente risolutiva nelle sintomatologie iperacute.

La sciatalgia se non curata generalmente guarisce in 12-18 mesi.

Tutti i pazienti con disturbi dolorosi del rachide devono rendersi conto del fatto che una buona postura gioca un ruolo chiave nella salute della loro schiena aiutando a prevenire un peggioramento della situazione e ad evitare le ricadute dolorose. A causa dell’enorme complessità dell’anatomia e della fisiologia della colonna vertebrale, il mantenimento di una condizione fisica il più possibile sana sia nel corpo che nella mente e nello spirito previene l’insorgenza della lombalgia cronica che può diventare una malattia di difficilissima risoluzione.

E’ essenziale pertanto che ognuno si faccia carico della propria sintomatologia e che la combatta con l’aiuto di esperti ma anche con la propria volontà di guarire.

 

ESERCIZIO PER LA PREVENZIONE DELLA LOMBALGIA O MAL DI SCHIENA

I pazienti con anamnesi di lombalgie disabilitanti presentano una asimmetria nella resistenza del ponte laterale ed una diminuzione di forza dei muscoli obliqui che sono muscoli posturali per cui vanno allenati con esercizi in cui la posizione viene mantenuta a lungo e non con delle contrazioni ripetute.

Bisogna stare rigidi e fermi su di un fianco sostenendosi su di un gomito e sulle caviglie, e rimanere fermi in questa posizione per un minuto sul fianco destro e per un minuto sul fianco sinistro. All’inizio per il deficit di forza dei muscoli obliqui si può eseguire l’esercizio per tempi più brevi: 15” o 30 “ per arrivare progressivamente al minuto. Se ci sono difficoltà a mantenere la posizione della figura sulle caviglie è possibile iniziare mantenendo la posizione di equilibrio sulle ginocchia.

Bisogna fare l’esercizio tutti i giorni per due minuti.